#ChiaraHomeAlone · Me · myself and I · Online

Straziami (se proprio devi), ma saziami

Ascoltando “Lingua“, il podcast di Mariachiara Montera su Storytel, che si basa sulla relazione fra cibo e amore, mi son fermata a pensare solo ora, gettando lo sguardo alle sgarrupate relazioni passate, quanto sia dannatamente vero pure nel mio caso.
Dalla giovinezza alla maturità, dall’antipasto al pesce, in un binario parallelo verso destinazione ignota.

La prima, cronologicamente parlando, è stata la relazione della gioventù, lunga ma senza futuro, delle serate in cameretta, in cui il punto più alto della cucina fu ben rappresentato dagli elaboratissimi “involtini di bresaola ripieni di robiola, annodati col filo di erba cipollina“, nella cucina di casa lasciata libera durante le vacanze.

La seconda, lacerante, fu quella della scoperta di una casa altrui, delle prime colazioni alla luce del mattino sul tavolo di legno, del rum invecchiato a chiudere le serate.
Accecata, non vidi i segnali luminosi che indicavano il pericolo.
Non mi fermai nemmeno quando mise la cipolla nella carbonara.
Peggio: mi piacque pure.

Poi lui, la meteora, breve e luminosa, così tanto atteso, così tanto amato.
Poco più giovane degli altri, ma così maturo da esserci ancora e da aver lasciato segni così profondi da aver cambiato, poco a poco, quasi tutto.
Il primo a entrare nella *mia casa* e nella mia cucina.
Metafore, ma nemmeno tanto.
La fiducia che potesse accettare ciò che avrebbe visto (e annusato) in quel frigo; la mia prima cucina e denota, tuttora, tutti i limiti di 40 anni lontano dai fornelli.
Ma il foresto si ambienta, si illumina trovando la piadina e con salumi e formaggi mi prepara la miglior cena possibile con chiacchiere, risate e calici di Sangiovese.

L’ultimo velo, moderna Salomè che cela le vergogne culinarie, cade nel modo più banale, pochi mesi fa, alla culmine di una corte serrata.
Matura ormai, per espormi all’altrui sguardo mentre sperimento, male.
Cucino per lui.
Per la prima volta nella *mia casa*, per la prima volta per qualcuno che non sono io.
Ci prendo gusto e sfido la sorte, e pure la sua incolumità (ma non diteglielo), cucinando pesce.
Ne sono così entusiasta che ci faccio pure la storia su Instagram quando tolgo il coppapasta e impiatto la tartare di salmone su crema di avocado.
Metafore, ma neppure tanto.
Sopravvive alla cena.
Ma non all’entusiasmo.

Progetti per il futuro?
Aprire un crowdfunding per frequentare una serie intensiva di corsi da AzzuChef e diventare finalmente autosufficiente.  😉

 

Nella foto:
millanterie in quel di Williams, Arizona.
ChiaraIT · Girl Geek Life · Me · myself and I · Nerd · Online

10 anni di Partita Iva

Avevo scelto una data simbolica per il mio inizio ufficiale nel mondo dei liberi professionisti;  il 25 novembre (compleanno di John John Kennedy) del 2009 aprivo la mia Partita Iva.

All’inizio il progetto è stato lo Studio di contabilità, aperto con un’amica, che, partito dalle stanze di casa, mi ha portato a cambiare 3 uffici, sempre ampliando clienti e metrature.

Poi, due anni fa, insieme al grande cambiamento di una casa tutta mia, ho cominciato a desiderare di rivoluzionare, di nuovo, anche il percorso lavorativo.

Stimolata dai tanti talk sentiti negli anni di FreelanceCamp, ho sentito l’esigenza di lasciare una dimensione che stava diventando troppo simile a quella di un lavoro dipendente, per lanciarmi io stessa come freelance alla ricerca di una nuova dimensione e di nuove sfide.

Approfittando del cambio epocale introdotto dalla fatturazione elettronica, che punta ad automatizzare la contabilità, ho deciso di sviluppare nuovi servizi che aiutino l’imprenditore ad affrontare la burocrazia e il costante aggiornamento informatico che richiede, anche con formazione dedicata (tornando alla vecchia passione per l’insegnamento).

Il 2019 è stato l’anno del salto, con l’entusiasmo dei primi clienti nuovi, il sito in continuo “work in progress”, un logo e un’immagine ancora da creare, ma con tanti progetti in testa e tanta soddisfazione personale.

Ora, alla fine del terzo trimestre, con il pagamento del temuto secondo acconto dietro l’angolo, ho già raggiunto il fatturato del 2018. E ho ancora un intero trimestre davanti!
The best is yet to come.

Ho ottemperato al principio fondamentale dell’impresa, ma pure della vita;
quest’anno deve essere meglio del precedente, quanto il prossimo lo sarà di questo.
Ma Luca Sartoni, proprio al FreelanceCamp, lo spiega meglio:
https://youtu.be/VEU-f6QXO4w?t=1749

***
(nella foto, la metafora del saluto al sole e al futuro davanti a me dalla baia di Monterey, agosto 2019)

Online

Giao

Ci sono gli amici di prossimità, quelli dell’infanzia, che scegli perché vicini fisicamente.

Poi ci sono gli amici di affinità, che scegli, perché non condividi lo stesso spazio fisico, ma con cui riesci comunque a condividere idee, risate e pezzi di vita.

C’era un luogo, non fisico, in cui tutto ciò è diventato reale.

Oggi siamo uno in meno e ci stringiamo più stretti.

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Del doman non v’è certezza

Il 2019 comincia con la consueta sequela di buoni propositi ed è proprio per ottemperare a un punto della lista (scrivere, a prescindere, ma scrivere) che il riassunto appare qui sul blog, a persistente memoria, in questo periodo di rinascita della BlogoSfera che fu.

Nel #2018bestnine di Instagram c’è quasi tutto l’anno che è passato:
io, casina nuova, io, New York, io.

È stato soprattutto l’anno di New York, dopo 22 anni; tornare lì, nello stesso punto, e trovare la pace.
Ora so cosa ho lasciato e dove voglio tornare.

La parola mantra del 2018 è stata MEZZOPIENISMO, grazie a cui ho imparato la gratitudine, che tanto ci è concesso e mai lo si apprezza abbastanza.
Come la famiglia, che c’è sempre, e te ne accorgi ancora più quando (ri)cominci a perderla.
La felicità, nei piccoli gesti, nelle piccole cose, da assaporare per l’attimo che dura; questo l’insegnamento che mi porto dietro.

La parola mantra del 2019 è CONSAPEVOLEZZA.
C’è stato chi ha creduto in me ed è una sensazione che mi mancava e che voglio sentire ancora.
Mi ha aiutato a vedermi sotto una nuova luce e sotto quella luce vedere ciò che c’era attorno; ora son pronta a fare nuove scelte.
Sto imparando ad accettarmi e a perdonarmi.
A lasciare andare.

Tolte le zavorre, voglio librarmi in volo.

BestNine2018
BestNine2018
#ChiaraHomeAlone

#ChiaraHomeAlone – Dal progetto al cantiere

Il primo grande successo: casina nuova è finita e vissuta e ancora mi pare perfetta. ❤

Poco più di un anno fa aprivo il cantiere con una planimetria e le idee ancora molto confuse.
La scelta dell’architetto è stata guidata anche dal poter aver qualcuno a cui far domande, anche banali, per costruire un gusto che, almeno all’inizio, non sapevo di avere.

Dopo aver passato l’esame (Hai presente la cucina de “Il grande freddo”?), Pasquale è diventato colui che ha impedito la mia deriva verso lo stile “dittatore kazako”, dando un senso all’accozzaglia di idee che mi frullavano in testa e che, fino ad allora, affollavano solo la mia bacheca Pinterest.

PrimaeDopo

Per quanto la trovassi già adorabile così com’era, il Comune impone subito il suo veto e si profila la prima grande variazione; il cucinino, così classico delle case popolari degli anni ’50, è troppo piccino per le normative attuali e così… “Apri tutto!”.

Le prime scelte sono, quindi, vincolate; unico ambiente fra soggiorno e cucina, corridoio ridotto al minimo, bagno allungato quanto serviva, nessun riscaldamento a pavimento perché troppo pesante per la struttura.

DettagliPRIMA

Poi comincia la peregrinazione fra artigiani e magazzini e si inizia a delineare lo stile:
– nessun parquet, troppo delicato per i miei gusti, ma un gres porcellanato a effetto legno (ché se piaceva al gatto della pubblicità, sarebbe piaciuto sicuramente anche a me ^_^);
– niente scuroni, ma avvolgibili e le fighissime finestre con veneziana interna della Finstral;
– le porte bianche ed eleganti della Garofoli.

Certo che qui sembrava ancora difficile da immaginare.  🙂

CantiereFebbraio2017.jpg

#ChiaraHomeAlone · Cuoca0punto5 · SugnaBlogger

Spaghetti con friggitelli e alici // #cuoca0punto5

In un momento di entusiasmo, compro i friggitelli, che mi sorridono come piccoli peperoni carini, senza avere la minima idea di come utilizzarli.

Poi arriva la domenica uggiosa, il tempo di pranzare con un po’ di calma, la voglia di non salvarsi con la solita carbonara.
Il jolly sarà l’oggetto sconosciuto, il friggitello!
Chiedo a Google e decido di partire da questa ricetta, per riarrangiarla con quello che ho in frigo.

INGREDIENTI per 1
– gr. 100 di spaghetti (o quello che considerate il peso minimo di una porzione di pasta)
– 2 friggitelli
– 2/3 alici sottolio
– uno spicchio d’aglio
– pangrattato
– olio extra-vergine q.b.
– peperoncino in polvere

spaghetti_friggitelli

PREPARAZIONE

Lavare i friggitelli, togliere i semini e il picciolo, quindi tagliarli a rondelle.
Mentre l’acqua bolle e gli spaghetti si cuociono, in una padella dorare lo spicchio d’aglio (in camicia da estrarre se schizzinosi, ma io lo metto tritato) in poco olio, aggiungendo poi le 2/3 alici, finché non si sciolgono.
A quel punto buttare dentro anche i friggitelli a rondelle e cuocere per 15 minuti circa, con sale e pepe a piacere.
Verso la fine aggiungere anche il pangrattato, in modo che si tosti appena.
Quando gli spaghetti giungono a cottura, scolarli e buttarli in padella.
Saltarli, aggiungendo peperoncino q.b. e servire.

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Parte la rubrica #cuoca0punto5

Fra le sfide insite nella nuova fase #ChiaraHomeAlone, c’è il dover imparare a cucinare.
Ebbene sì, da brava bambocciona ho sempre abusato della cucina di mamma e della sua sapienza gastronomica. Che non è passata alla generazione successiva.
Non mi piace cucinare e son convinta che questo si rifletta pure nel risultato dei miei sforzi culinari.
Non ho cucinato se non quando era indispensabile e, il più delle volte, sopravvivevo di pasta e bruschette.
Minimo sforzo, massima resa.
(lo scarno album su Fb ne prova la saltuarietà)

Ma ora… Non ho scelta.

Logo

Parte qui la rubrica #cuoca0punto5, nella quale raccogliere gli esperimenti nella mia nuova cucina Ikea, ricette da single per single, che testo e a cui sopravvivo. 😀

(nelle stories di Fb e Instagram, i progressi quotidiani e il dietro le quinte delle ricette 😉 )