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Scones a colazione – #sugnablogger

La colazione del dì di festa, i suoi tempi rilassati, la voglia di renderla diversa dal the e bucaneve prelavorativo; accade così che accantono la mia proverbiale ostilità per la cucina e mi metto il grembiulino.

Da un lontano viaggio a Londra mi portavo la voglia di paninini al burro e trovai nel socialino che tutte le risposte aveva, la ricetta degli scones, se la memoria non mi inganna, di Rumika.

Qui sotto la versione riarrangiata, perfetta per me.

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SCONES

Ingredienti:
250 g. di farina 00
60 g. di burro
150 ml. di latte
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale 

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Nella planetaria, o sulla spianatoia, mescolare gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito e sale) e lavorarli con il burro.
Incorporare il latte e lavorare l’impasto fino a ottenere un composto appiccicoso, ma ben amalgamato.

Infarinare il piano di lavoro e, con il mattarello, stendere l’impasto ad uno spessore di circa 2,5 cm.
Con un coppapasta tondo di circa 5 cm o un bicchiere ricavare tanti cerchietti.
Riporli sulla teglia, rivestita di carta forno, e cuocerli a 200°C per 15 minuti circa.

Lasciarli intiepidire, tagliarli a metà e farcirli a piacere.

Io scelgo burro e marmellata.  😛

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Pubblicato in: #ChiaraHomeAlone, Online

#ChiaraHomeAlone – La via crucis fra mutuo e rogito

Come una bambina grande, per comprare casa ho fatto il mutuo, senza garanti.

Consultando sul web i siti che comparano i vari mutui, con Facile.it ottengo qualche soluzione e restringo le offerte a due.
WeBank, la banca on line, mi offrirebbe il tasso fisso migliore, ma richiede per forza un garante, che per giunta non abbia più di 75 anni alla metà della durata del mutuo.
Per inciso, ci starei dentro, con mammà, ma per pochi mesi.
Ubi Banca, la banca fisica, controbatte con un tasso un po’ più alto e variabile, ma, con l’aggiunta di un’assicurazione sul mancato reddito (seguono gesti apotropaici), mi permetterebbe di assumermi in toto la responsabilità del mutuo. Che è quello voglio.

TecnoCasa, oltre alla percentuale spropositata che già incassa sulla transazione, cerca anche di imporre il proprio notaio di fiducia.
Ma no, non mi fido e scelgo un notaio di *mia* fiducia.
Proprio grazie a lui (e all’impiegata che mi segue con taaaaanta pazienza), scopro che la Banca prescelta vuole stipulare un mutuo ipotecario e non fondiario.

Io sto acquistando quella che è la mia “prima casa” (perché non ho altri immobili intestati), chiedendo un mutuo di durata inferiore ai 30 anni, per un importo inferiore al 80% del valore dell’immobile; ho tutto quello che necessita per avere un mutuo fondiario, che permette un notevole risparmio fra notaio e tassi di interesse.

Dopo aver dovuto trattare per qualcosa che era nei miei diritti, ottengo il mutuo fondiario e divento cliente Ubi Banca.
Mille consigli e mille ripensamenti mi portano a scegliere un mutuo a tasso variabile su 20 anni.
Il ragionamento che mi ha, a torto o ragione, convinto è stato:
“metti pure che la crisi finisce, ci vogliono comunque 7/8 anni per tornare ai livelli di prima e intanto tu sei già a metà mutuo. Male che vada, la legge Bersani ti consente di cambiare mutuo e puoi sempre tornare al tasso fisso.”
Avrò fatto bene? Lo scopriremo solo vivendo.

Pare ora tutto fatto e invece, nella raccolta dei documenti necessari alla stipula del rogito, arriva tutto il pressapochismo e tutto insieme.

La banca prima, per la perizia, e il notaio poi chiedono i documenti relativi ai 50 anni di vita dell’appartamento.
Ma io ero tranquilla, perché TecnoCasa, che avevo già pagato ad aprile, mi aveva sottoscritto che era già tutto in loro possesso.
#einvece

Ottenuti con fatica e lunghe attese abitabilità e condoni, rimane un ultimo problema.

L’appartamento che acquisto è ancora in fase di “successione”, per cui gli eredi non risultano ancora intestatari del bene al Catasto.
Caso, ehm, vuole che la successione sia seguita dallo stesso studio del notaio suggerito dall’agenzia.
Successione che, timbrata a maggio, rimane su una scrivania ad ammuffire fino a fine agosto; riemerge quando l’agente di Tecnocasa si sveglia e lo chiama, chiedendogli di procedere con la pratica.

Si arriva al rogito.
29 settembre 2016.
169 giorni fra preliminare e rogito.
Ma ora è *casa mia*.

(Indovinata la citazione? ^_^)

Pubblicato in: #ChiaraHomeAlone, Me, myself and I

#ChiaraHomeAlone – Quando tutto ebbe inizio

Un anno fa ho imboccato il tunnel.
Il 13 aprile firmavo il preliminare che mi avrebbe portato all’acquisto della mia “prima casa”.
Sobbillata da quanti andavano dicendo che “i tassi di interessi dei mutui mai più saranno così bassi” e “con la crisi, il costo delle case è al minimo storico”, e con un gruzzoletto racimolato in anni di vita in modalità calviniana, avevo cominciato a leggere annunci immobiliari, ma senza grande convinzione.
In fondo, mai avevo pensato seriamente, di voler comprare casa. E non qui.
Anni passati a vedere la casa come una catena troppo corta per un ipotetico salto nel buio e quella voglia di States che ancora talvolta bussa.

#einvece

Trovo la casa perfetta, quella per cui fai l’offerta subito e aspetti con ansia che Tecnocasa (che merita un capitolo a parte per quanto ha reso complicato qualcosa di semplice) ti dica che finalmente è tua.

Ecco com’era quando mi ha fatto innamorare.

ChiaraHomeAloneBEFORElogo

Secondo e ultimo piano in una casa popolare costruita negli anni ’60.
Corridoio con le stanze ai lati.
Illuminato a est, per vedere l’alba dalla camera da letto, e a ovest, per vedere il tramonto dalla cucina; esattamente come la casa in cui vivo ora, perché, in fondo, mai avrei pensato di poter svegliarmi senza vedere la luce del sole filtrare dalla finestra.
Ma su tutto… La cabina armadio.
Quello sgabuzzino senza finestre che è diventato subito il regno dei miei vestitini e delle mie tacco 12. ❤

Pubblicato in: A zonzo

Giornata FAI: Palazzo Grossi a Ravenna

In occasione delle Giornate FAI 2017, ne approfitto per riesumare le foto e i ricordi della Giornata FAI 2015, in cui ho scelto di visitare Palazzo Grossi.Palazzo Grassi - RavennaPalazzo Grossi è a Castiglione di Ravenna ed è una residenza fortificata cinquecentesca, commissionata da Pietro Grossi, conte dell’imperatore Federico III.
Dopo vari passaggi di proprietà, fra cui i conti Rasponi, nel secolo scorso diventa la sede di una produzione di tabacco, per finire fra le proprietà del Comune.
Oggi, dopo diversi interventi di restauro, è intatto all’esterno, mentre all’interno testimonia i lunghi periodi di abbandono.Palazzo Grassi - RavennaPalazzo Grossi è a pianta quadrata e sopra i due ingressi principali si notano ancora tracce delle scanalature di scorrimento dei bolzoni, evidenti testimoni dell’esistenza in origine di due ponti levatoi e, quindi, di un fossato che doveva circondare l’edificio.
Durante la visita, si accede al primo dei due piani originari, composto da un corridoio centrale con le sale, ora spoglie, ai lati.
Si visitano anche il piano seminterrato, caratterizzato da una serie di volte ribassate.Palazzo Grassi - RavennaTutto questo illustrato, come in tante iniziative Fai, dagli studenti della Scuola Secondaria di 1° grado Zignani di Ravenna, “apprendisti ciceroni”.
All’enorme sforzo di salvaguardia del patrimonio artistico del Paese, va dato merito al Fai anche di coinvolgere i giovani, stimolando nelle nuove generazioni la meraviglia e il rispetto per quanta bellezza l’Italia sempre ci riserva.

Qui l’album con le foto della giornata:
Palazzo Grassi - Ravenna

Pubblicato in: Nerd, Online

Disegnare contro lo stress #ColorOurCollections

Dal 6 al 10 febbraio 2017, si celebra la #ColorOurCollections Week:
musei e biblioteche di tutto il mondo rendono disponibili on line gratuitamente
libri da colorare creati con immagini tratte dalle proprie collezioni storiche, invitando poi gli utenti a scaricare le immagini, stamparle, colorarle e ripubblicarle sui social utilizzando l’hashtag #ColorOurCollections.

L’elenco delle immagini e delle istituzioni che hanno aderito alla campagna organizzata dalla New York Academy of Medicine è disponibile qui:
http://library.nyam.org/colorourcollections/

Sono diversi gli studi che affermano che colorare non è solo un’attività per bambini, ma anche una risorsa per gli adulti per limitare il grande problema del 21° secolo: lo stress.
L’attività di colorare limita lo stress, non solo perché concentrarsi su una singola azione aiuta a distrarsi dalle preoccupazioni, ma anche perché colorare connette con le proprie emozioni, tanto che, a seconda dell’umore, si scelgono colori e intensità diverse.

Son pronta a partire:
1. Seleziono dal medioevo
http://www.bodleian.ox.ac.uk/__data/assets/pdf_file/0011/197453/2016-Colouring-Book.pdf
e dai ruggenti anni ’70
http://library.nyam.org/colorourcollections/wp-content/uploads/sites/5/2017/02/BPL_ColoringBook.pdf

2. Apro Amazon e scopro che esistono pure i “colori per adulti”:
http://amzn.to/2kLxFQg

3. Prossimamente il mio capolavoro su instagram
https://www.instagram.com/chiaram75/

 

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Allerta truffa mail: misterioso Blockplus per pulire la casella mail

Nuovo caso di phishing direttamente nella casella mail.

Mi è arrivata qualche giorno fa una mail, sia in una casella di Libero, sia in una di GMail, dribblando, in entrambi i casi, il filtro della Spam.

Ecco come si presentava la mail truffa:

MAIL1MAIL2

Non fossi già convinta di essere incappata in una truffa, l’ulteriore indizio arriva dalla denominazione del mittente, il fantomatico “Ufficio Sicurezza di Posta”, che Google decide di piazzare, tu guarda, a Gaeta.

Andando poi a cercare, l’indirizzo del fantomatico “Ufficio Sicurezza di Posta” con Google, ne risulta quello che pare essere il nome del genio della truffa:

SUCCODATO

Insomma, tutto può essere, ma di certo non è Google che scrive.

Trattasi di truffa, probabilmente per carpire dati sensibili.

Il consiglio è chiaro:
non cliccare nulla ed eliminare direttamente la mail, segnalandola come Spam.

Per altre informazioni su come comportarsi quando si ricevono mail truffaldine, un chiaro articolo di Attivissimo:

http://www.attivissimo.net/antispam/antispam.htm

Pubblicato in: Nerd, Online

La mail è mia e la gestisco io

Periodo pre-elettorale e la casella di posta elettronica si riempie di inviti al voto e locandine con volti sorridenti.
Mi scrivono candidati, che ho già sostenuto in altre campagne, e partiti a cui ho devoluto € 2,00 anche qualche mese fa.
Fin qui tutto ok, niente che non avessi autorizzato.

Poi arriva questa:
aguzzoni1

Lui sorride, ma io meno.
So per certo di non aver mai dato il mio indirizzo mail alla lista del candidato.
Ma ricordo il nome del candidato.
Era (o è ancora) uno dei responsabili dell’Ufficio Informagiovani del Comune di Cesena e anni fa, quando ancora ero giovane, mi ero iscritta alla mailing list per essere aggiornata su corsi e opportunità di lavoro.
Ma ero iscritta all’Informagiovani, non a lui.

Torno all’intestazione della mail e scopro di essere in un’altra mailing list.
aguzzoni2

Qui la matassa comincia a dipanarsi.
Il candidato aveva già prelevato il mio indirizzo mail e l’aveva inserito in una sua propria mailing list per diffondere notizie relative alla sua attività professionale privata.
Mail che avevo aperto e che avevo, ugualmente velocemente, cestinato.
Non disiscrivendomi però.

Fino ad arrivare a ora.
Richiedo, gentilmente, di sapere come e dove è stato trovato il mio indirizzo mail.
Per ora, nessuna risposta.
Aspetterò i 15 giorni, come da istruzioni del Garante della Privacy; poi, in mancanza di adeguata risposta, presenterò ricorso.
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/diritti/come-agire-per-tutelare-i-nostri-dati-personali?*

Rimane il problema:
posso fidarmi di qualcuno che preleva dati da un database pubblico per utilizzarlo per scopi privati?
No.