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Giao

Ci sono gli amici di prossimità, quelli dell’infanzia, che scegli perché vicini fisicamente.

Poi ci sono gli amici di affinità, che scegli, perché non condividi lo stesso spazio fisico, ma con cui riesci comunque a condividere idee, risate e pezzi di vita.

C’era un luogo, non fisico, in cui tutto ciò è diventato reale.

Oggi siamo uno in meno e ci stringiamo più stretti.

myself and I · Online

Del doman non v’è certezza

Il 2019 comincia con la consueta sequela di buoni propositi ed è proprio per ottemperare a un punto della lista (scrivere, a prescindere, ma scrivere) che il riassunto appare qui sul blog, a persistente memoria, in questo periodo di rinascita della BlogoSfera che fu.

Nel #2018bestnine di Instagram c’è quasi tutto l’anno che è passato:
io, casina nuova, io, New York, io.

È stato soprattutto l’anno di New York, dopo 22 anni; tornare lì, nello stesso punto, e trovare la pace.
Ora so cosa ho lasciato e dove voglio tornare.

La parola mantra del 2018 è stata MEZZOPIENISMO, grazie a cui ho imparato la gratitudine, che tanto ci è concesso e mai lo si apprezza abbastanza.
Come la famiglia, che c’è sempre, e te ne accorgi ancora più quando (ri)cominci a perderla.
La felicità, nei piccoli gesti, nelle piccole cose, da assaporare per l’attimo che dura; questo l’insegnamento che mi porto dietro.

La parola mantra del 2019 è CONSAPEVOLEZZA.
C’è stato chi ha creduto in me ed è una sensazione che mi mancava e che voglio sentire ancora.
Mi ha aiutato a vedermi sotto una nuova luce e sotto quella luce vedere ciò che c’era attorno; ora son pronta a fare nuove scelte.
Sto imparando ad accettarmi e a perdonarmi.
A lasciare andare.

Tolte le zavorre, voglio librarmi in volo.

BestNine2018
BestNine2018
#ChiaraHomeAlone

#ChiaraHomeAlone – Dal progetto al cantiere

Il primo grande successo: casina nuova è finita e vissuta e ancora mi pare perfetta. ❤

Poco più di un anno fa aprivo il cantiere con una planimetria e le idee ancora molto confuse.
La scelta dell’architetto è stata guidata anche dal poter aver qualcuno a cui far domande, anche banali, per costruire un gusto che, almeno all’inizio, non sapevo di avere.

Dopo aver passato l’esame (Hai presente la cucina de “Il grande freddo”?), Pasquale è diventato colui che ha impedito la mia deriva verso lo stile “dittatore kazako”, dando un senso all’accozzaglia di idee che mi frullavano in testa e che, fino ad allora, affollavano solo la mia bacheca Pinterest.

PrimaeDopo

Per quanto la trovassi già adorabile così com’era, il Comune impone subito il suo veto e si profila la prima grande variazione; il cucinino, così classico delle case popolari degli anni ’50, è troppo piccino per le normative attuali e così… “Apri tutto!”.

Le prime scelte sono, quindi, vincolate; unico ambiente fra soggiorno e cucina, corridoio ridotto al minimo, bagno allungato quanto serviva, nessun riscaldamento a pavimento perché troppo pesante per la struttura.

DettagliPRIMA

Poi comincia la peregrinazione fra artigiani e magazzini e si inizia a delineare lo stile:
– nessun parquet, troppo delicato per i miei gusti, ma un gres porcellanato a effetto legno (ché se piaceva al gatto della pubblicità, sarebbe piaciuto sicuramente anche a me ^_^);
– niente scuroni, ma avvolgibili e le fighissime finestre con veneziana interna della Finstral;
– le porte bianche ed eleganti della Garofoli.

Certo che qui sembrava ancora difficile da immaginare.  🙂

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#ChiaraHomeAlone · Cuoca0punto5 · SugnaBlogger

Spaghetti con friggitelli e alici // #cuoca0punto5

In un momento di entusiasmo, compro i friggitelli, che mi sorridono come piccoli peperoni carini, senza avere la minima idea di come utilizzarli.

Poi arriva la domenica uggiosa, il tempo di pranzare con un po’ di calma, la voglia di non salvarsi con la solita carbonara.
Il jolly sarà l’oggetto sconosciuto, il friggitello!
Chiedo a Google e decido di partire da questa ricetta, per riarrangiarla con quello che ho in frigo.

INGREDIENTI per 1
– gr. 100 di spaghetti (o quello che considerate il peso minimo di una porzione di pasta)
– 2 friggitelli
– 2/3 alici sottolio
– uno spicchio d’aglio
– pangrattato
– olio extra-vergine q.b.
– peperoncino in polvere

spaghetti_friggitelli

PREPARAZIONE

Lavare i friggitelli, togliere i semini e il picciolo, quindi tagliarli a rondelle.
Mentre l’acqua bolle e gli spaghetti si cuociono, in una padella dorare lo spicchio d’aglio (in camicia da estrarre se schizzinosi, ma io lo metto tritato) in poco olio, aggiungendo poi le 2/3 alici, finché non si sciolgono.
A quel punto buttare dentro anche i friggitelli a rondelle e cuocere per 15 minuti circa, con sale e pepe a piacere.
Verso la fine aggiungere anche il pangrattato, in modo che si tosti appena.
Quando gli spaghetti giungono a cottura, scolarli e buttarli in padella.
Saltarli, aggiungendo peperoncino q.b. e servire.

#ChiaraHomeAlone · Cuoca0punto5 · SugnaBlogger

Parte la rubrica #cuoca0punto5

Fra le sfide insite nella nuova fase #ChiaraHomeAlone, c’è il dover imparare a cucinare.
Ebbene sì, da brava bambocciona ho sempre abusato della cucina di mamma e della sua sapienza gastronomica. Che non è passata alla generazione successiva.
Non mi piace cucinare e son convinta che questo si rifletta pure nel risultato dei miei sforzi culinari.
Non ho cucinato se non quando era indispensabile e, il più delle volte, sopravvivevo di pasta e bruschette.
Minimo sforzo, massima resa.
(lo scarno album su Fb ne prova la saltuarietà)

Ma ora… Non ho scelta.

Logo

Parte qui la rubrica #cuoca0punto5, nella quale raccogliere gli esperimenti nella mia nuova cucina Ikea, ricette da single per single, che testo e a cui sopravvivo. 😀

(nelle stories di Fb e Instagram, i progressi quotidiani e il dietro le quinte delle ricette 😉 )

Cuoca0punto5 · Me · SugnaBlogger

Scones a colazione – #sugnablogger

La colazione del dì di festa, i suoi tempi rilassati, la voglia di renderla diversa dal the e bucaneve prelavorativo; accade così che accantono la mia proverbiale ostilità per la cucina e mi metto il grembiulino.

Da un lontano viaggio a Londra mi portavo la voglia di paninini al burro e trovai nel socialino che tutte le risposte aveva, la ricetta degli scones, se la memoria non mi inganna, di Rumika.

Qui sotto la versione riarrangiata, perfetta per me.

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SCONES

Ingredienti:
250 g. di farina 00
60 g. di burro
150 ml. di latte
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale 

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Nella planetaria, o sulla spianatoia, mescolare gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito e sale) e lavorarli con il burro.
Incorporare il latte e lavorare l’impasto fino a ottenere un composto appiccicoso, ma ben amalgamato.

Infarinare il piano di lavoro e, con il mattarello, stendere l’impasto ad uno spessore di circa 2,5 cm.
Con un coppapasta tondo di circa 5 cm o un bicchiere ricavare tanti cerchietti.
Riporli sulla teglia, rivestita di carta forno, e cuocerli a 200°C per 15 minuti circa.

Lasciarli intiepidire, tagliarli a metà e farcirli a piacere.

Io scelgo burro e marmellata.  😛

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#ChiaraHomeAlone · Online

#ChiaraHomeAlone – La via crucis fra mutuo e rogito

Come una bambina grande, per comprare casa ho fatto il mutuo, senza garanti.

Consultando sul web i siti che comparano i vari mutui, con Facile.it ottengo qualche soluzione e restringo le offerte a due.
WeBank, la banca on line, mi offrirebbe il tasso fisso migliore, ma richiede per forza un garante, che per giunta non abbia più di 75 anni alla metà della durata del mutuo.
Per inciso, ci starei dentro, con mammà, ma per pochi mesi.
Ubi Banca, la banca fisica, controbatte con un tasso un po’ più alto e variabile, ma, con l’aggiunta di un’assicurazione sul mancato reddito (seguono gesti apotropaici), mi permetterebbe di assumermi in toto la responsabilità del mutuo. Che è quello voglio.

TecnoCasa, oltre alla percentuale spropositata che già incassa sulla transazione, cerca anche di imporre il proprio notaio di fiducia.
Ma no, non mi fido e scelgo un notaio di *mia* fiducia.
Proprio grazie a lui (e all’impiegata che mi segue con taaaaanta pazienza), scopro che la Banca prescelta vuole stipulare un mutuo ipotecario e non fondiario.

Io sto acquistando quella che è la mia “prima casa” (perché non ho altri immobili intestati), chiedendo un mutuo di durata inferiore ai 30 anni, per un importo inferiore al 80% del valore dell’immobile; ho tutto quello che necessita per avere un mutuo fondiario, che permette un notevole risparmio fra notaio e tassi di interesse.

Dopo aver dovuto trattare per qualcosa che era nei miei diritti, ottengo il mutuo fondiario e divento cliente Ubi Banca.
Mille consigli e mille ripensamenti mi portano a scegliere un mutuo a tasso variabile su 20 anni.
Il ragionamento che mi ha, a torto o ragione, convinto è stato:
“metti pure che la crisi finisce, ci vogliono comunque 7/8 anni per tornare ai livelli di prima e intanto tu sei già a metà mutuo. Male che vada, la legge Bersani ti consente di cambiare mutuo e puoi sempre tornare al tasso fisso.”
Avrò fatto bene? Lo scopriremo solo vivendo.

Pare ora tutto fatto e invece, nella raccolta dei documenti necessari alla stipula del rogito, arriva tutto il pressapochismo e tutto insieme.

La banca prima, per la perizia, e il notaio poi chiedono i documenti relativi ai 50 anni di vita dell’appartamento.
Ma io ero tranquilla, perché TecnoCasa, che avevo già pagato ad aprile, mi aveva sottoscritto che era già tutto in loro possesso.
#einvece

Ottenuti con fatica e lunghe attese abitabilità e condoni, rimane un ultimo problema.

L’appartamento che acquisto è ancora in fase di “successione”, per cui gli eredi non risultano ancora intestatari del bene al Catasto.
Caso, ehm, vuole che la successione sia seguita dallo stesso studio del notaio suggerito dall’agenzia.
Successione che, timbrata a maggio, rimane su una scrivania ad ammuffire fino a fine agosto; riemerge quando l’agente di Tecnocasa si sveglia e lo chiama, chiedendogli di procedere con la pratica.

Si arriva al rogito.
29 settembre 2016.
169 giorni fra preliminare e rogito.
Ma ora è *casa mia*.

(Indovinata la citazione? ^_^)