Pubblicato in: Me, SugnaBlogger

Scones a colazione – #sugnablogger

La colazione del dì di festa, i suoi tempi rilassati, la voglia di renderla diversa dal the e bucaneve prelavorativo; accade così che accantono la mia proverbiale ostilità per la cucina e mi metto il grembiulino.

Da un lontano viaggio a Londra mi portavo la voglia di paninini al burro e trovai nel socialino che tutte le risposte aveva, la ricetta degli scones, se la memoria non mi inganna, di Rumika.

Qui sotto la versione riarrangiata, perfetta per me.

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SCONES

Ingredienti:
250 g. di farina 00
60 g. di burro
150 ml. di latte
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale 

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Nella planetaria, o sulla spianatoia, mescolare gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito e sale) e lavorarli con il burro.
Incorporare il latte e lavorare l’impasto fino a ottenere un composto appiccicoso, ma ben amalgamato.

Infarinare il piano di lavoro e, con il mattarello, stendere l’impasto ad uno spessore di circa 2,5 cm.
Con un coppapasta tondo di circa 5 cm o un bicchiere ricavare tanti cerchietti.
Riporli sulla teglia, rivestita di carta forno, e cuocerli a 200°C per 15 minuti circa.

Lasciarli intiepidire, tagliarli a metà e farcirli a piacere.

Io scelgo burro e marmellata.  😛

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Pubblicato in: #ChiaraHomeAlone, Me, myself and I

#ChiaraHomeAlone – Quando tutto ebbe inizio

Un anno fa ho imboccato il tunnel.
Il 13 aprile firmavo il preliminare che mi avrebbe portato all’acquisto della mia “prima casa”.
Sobbillata da quanti andavano dicendo che “i tassi di interessi dei mutui mai più saranno così bassi” e “con la crisi, il costo delle case è al minimo storico”, e con un gruzzoletto racimolato in anni di vita in modalità calviniana, avevo cominciato a leggere annunci immobiliari, ma senza grande convinzione.
In fondo, mai avevo pensato seriamente, di voler comprare casa. E non qui.
Anni passati a vedere la casa come una catena troppo corta per un ipotetico salto nel buio e quella voglia di States che ancora talvolta bussa.

#einvece

Trovo la casa perfetta, quella per cui fai l’offerta subito e aspetti con ansia che Tecnocasa (che merita un capitolo a parte per quanto ha reso complicato qualcosa di semplice) ti dica che finalmente è tua.

Ecco com’era quando mi ha fatto innamorare.

ChiaraHomeAloneBEFORElogo

Secondo e ultimo piano in una casa popolare costruita negli anni ’60.
Corridoio con le stanze ai lati.
Illuminato a est, per vedere l’alba dalla camera da letto, e a ovest, per vedere il tramonto dalla cucina; esattamente come la casa in cui vivo ora, perché, in fondo, mai avrei pensato di poter svegliarmi senza vedere la luce del sole filtrare dalla finestra.
Ma su tutto… La cabina armadio.
Quello sgabuzzino senza finestre che è diventato subito il regno dei miei vestitini e delle mie tacco 12. ❤