Pubblicato in: #ChiaraHomeAlone, Online

#ChiaraHomeAlone – La via crucis fra mutuo e rogito

Come una bambina grande, per comprare casa ho fatto il mutuo, senza garanti.

Consultando sul web i siti che comparano i vari mutui, con Facile.it ottengo qualche soluzione e restringo le offerte a due.
WeBank, la banca on line, mi offrirebbe il tasso fisso migliore, ma richiede per forza un garante, che per giunta non abbia più di 75 anni alla metà della durata del mutuo.
Per inciso, ci starei dentro, con mammà, ma per pochi mesi.
Ubi Banca, la banca fisica, controbatte con un tasso un po’ più alto e variabile, ma, con l’aggiunta di un’assicurazione sul mancato reddito (seguono gesti apotropaici), mi permetterebbe di assumermi in toto la responsabilità del mutuo. Che è quello voglio.

TecnoCasa, oltre alla percentuale spropositata che già incassa sulla transazione, cerca anche di imporre il proprio notaio di fiducia.
Ma no, non mi fido e scelgo un notaio di *mia* fiducia.
Proprio grazie a lui (e all’impiegata che mi segue con taaaaanta pazienza), scopro che la Banca prescelta vuole stipulare un mutuo ipotecario e non fondiario.

Io sto acquistando quella che è la mia “prima casa” (perché non ho altri immobili intestati), chiedendo un mutuo di durata inferiore ai 30 anni, per un importo inferiore al 80% del valore dell’immobile; ho tutto quello che necessita per avere un mutuo fondiario, che permette un notevole risparmio fra notaio e tassi di interesse.

Dopo aver dovuto trattare per qualcosa che era nei miei diritti, ottengo il mutuo fondiario e divento cliente Ubi Banca.
Mille consigli e mille ripensamenti mi portano a scegliere un mutuo a tasso variabile su 20 anni.
Il ragionamento che mi ha, a torto o ragione, convinto è stato:
“metti pure che la crisi finisce, ci vogliono comunque 7/8 anni per tornare ai livelli di prima e intanto tu sei già a metà mutuo. Male che vada, la legge Bersani ti consente di cambiare mutuo e puoi sempre tornare al tasso fisso.”
Avrò fatto bene? Lo scopriremo solo vivendo.

Pare ora tutto fatto e invece, nella raccolta dei documenti necessari alla stipula del rogito, arriva tutto il pressapochismo e tutto insieme.

La banca prima, per la perizia, e il notaio poi chiedono i documenti relativi ai 50 anni di vita dell’appartamento.
Ma io ero tranquilla, perché TecnoCasa, che avevo già pagato ad aprile, mi aveva sottoscritto che era già tutto in loro possesso.
#einvece

Ottenuti con fatica e lunghe attese abitabilità e condoni, rimane un ultimo problema.

L’appartamento che acquisto è ancora in fase di “successione”, per cui gli eredi non risultano ancora intestatari del bene al Catasto.
Caso, ehm, vuole che la successione sia seguita dallo stesso studio del notaio suggerito dall’agenzia.
Successione che, timbrata a maggio, rimane su una scrivania ad ammuffire fino a fine agosto; riemerge quando l’agente di Tecnocasa si sveglia e lo chiama, chiedendogli di procedere con la pratica.

Si arriva al rogito.
29 settembre 2016.
169 giorni fra preliminare e rogito.
Ma ora è *casa mia*.

(Indovinata la citazione? ^_^)

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Disegnare contro lo stress #ColorOurCollections

Dal 6 al 10 febbraio 2017, si celebra la #ColorOurCollections Week:
musei e biblioteche di tutto il mondo rendono disponibili on line gratuitamente
libri da colorare creati con immagini tratte dalle proprie collezioni storiche, invitando poi gli utenti a scaricare le immagini, stamparle, colorarle e ripubblicarle sui social utilizzando l’hashtag #ColorOurCollections.

L’elenco delle immagini e delle istituzioni che hanno aderito alla campagna organizzata dalla New York Academy of Medicine è disponibile qui:
http://library.nyam.org/colorourcollections/

Sono diversi gli studi che affermano che colorare non è solo un’attività per bambini, ma anche una risorsa per gli adulti per limitare il grande problema del 21° secolo: lo stress.
L’attività di colorare limita lo stress, non solo perché concentrarsi su una singola azione aiuta a distrarsi dalle preoccupazioni, ma anche perché colorare connette con le proprie emozioni, tanto che, a seconda dell’umore, si scelgono colori e intensità diverse.

Son pronta a partire:
1. Seleziono dal medioevo
http://www.bodleian.ox.ac.uk/__data/assets/pdf_file/0011/197453/2016-Colouring-Book.pdf
e dai ruggenti anni ’70
http://library.nyam.org/colorourcollections/wp-content/uploads/sites/5/2017/02/BPL_ColoringBook.pdf

2. Apro Amazon e scopro che esistono pure i “colori per adulti”:
http://amzn.to/2kLxFQg

3. Prossimamente il mio capolavoro su instagram
https://www.instagram.com/chiaram75/

 

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La mail è mia e la gestisco io

Periodo pre-elettorale e la casella di posta elettronica si riempie di inviti al voto e locandine con volti sorridenti.
Mi scrivono candidati, che ho già sostenuto in altre campagne, e partiti a cui ho devoluto € 2,00 anche qualche mese fa.
Fin qui tutto ok, niente che non avessi autorizzato.

Poi arriva questa:
aguzzoni1

Lui sorride, ma io meno.
So per certo di non aver mai dato il mio indirizzo mail alla lista del candidato.
Ma ricordo il nome del candidato.
Era (o è ancora) uno dei responsabili dell’Ufficio Informagiovani del Comune di Cesena e anni fa, quando ancora ero giovane, mi ero iscritta alla mailing list per essere aggiornata su corsi e opportunità di lavoro.
Ma ero iscritta all’Informagiovani, non a lui.

Torno all’intestazione della mail e scopro di essere in un’altra mailing list.
aguzzoni2

Qui la matassa comincia a dipanarsi.
Il candidato aveva già prelevato il mio indirizzo mail e l’aveva inserito in una sua propria mailing list per diffondere notizie relative alla sua attività professionale privata.
Mail che avevo aperto e che avevo, ugualmente velocemente, cestinato.
Non disiscrivendomi però.

Fino ad arrivare a ora.
Richiedo, gentilmente, di sapere come e dove è stato trovato il mio indirizzo mail.
Per ora, nessuna risposta.
Aspetterò i 15 giorni, come da istruzioni del Garante della Privacy; poi, in mancanza di adeguata risposta, presenterò ricorso.
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/diritti/come-agire-per-tutelare-i-nostri-dati-personali?*

Rimane il problema:
posso fidarmi di qualcuno che preleva dati da un database pubblico per utilizzarlo per scopi privati?
No.

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SI Fest #23 – 2014

Dal 3 al 5 di ottobre a Savignano sul Rubicone si è tenuta la 23° edizione del Savignano Immagini Festival.

Oltre che nel week end citato, le mostre rimarranno aperte anche nei prossimi giorni; qui trovate info e orari delle mostre ancora visitabili:
http://sifest.net/info-2/orari-prezzi/

Rispetto alle passate edizioni, un po’ è mancata la “sede distaccata” a Villa Torlonia, che avevo apprezzato con l’esposizione della mostra sulla Tomba Brion di Guido Guidi.

La novità è stata il nuovo enorme spazio espositivo all’ex calzaturificio Mir-Mar, che spero verrà utilizzato anche per altri eventi.

La mia versione del SI Fest, con le foto che più mi hanno colpito, è su Google Plus, condivisa come Storia:
https://plus.google.com/u/0/108379735438566446087/posts/DsWtNDgXkzB

sifest

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Twitter, riproviamoci.

Come per quasi tutto sull’internet, ho un account su Twitter da anni.
Ma, per quanto mi appassionano altri socialini, Twitter non m’ha mai preso, causa principale la difficoltà percepita nel seguire una conversazione fra millemila tweet.

Ora, guidata dall’amica tweetstar, provo, con qualche mirata estensione per Chrome, a far diventar Twitter più Chiara-friendly.

Refresh for Twitter: la più utile, perché evita l’F5 compulsivo e di dover cliccare per vedere i nuovi tweet. Aggiorna la timeline in automatico ogni 15 secondi e lo rende così simile agli altri socialini.

Previeweet: l’estensione che permette di vedere in anteprima i contenuti dai servizi esterni (Instagram, fb,flickr, ecc.), tramite piccoli riquadri.

TweetRight: per scrivere tweet di singole immagini e link, premendo solo il tasto destro del mouse.

Classic Retweet: l’estensione che rende Twitter su desktop uguale a quello su mobile, permettendo la modifica di un retweet.

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Backup di Whatsapp su GMail per Android

Da giorni guardavo quella etichetta “Whatsapp” che era comparsa nella posta di GMail e mi chiedevo che senso avesse.

Poi, googlando, ne scopro l’utilità:
attraverso l’app di Android SMS Backup +, posso salvare in automatico anche le chat di WhatsApp!

Molto più comodo del salvataggio della singola chat che riuscivo a fare da WhatsApp e di cui dovevo ricordarmi io (e stiamo freschi…).

Colgo l’occasione e preparo il mio Nexus:
– setto l’app in modo che aggiunga al backup automatico anche whatsapp, attraverso “impostazioni avanzate” -> “impostazioni di backup”, aggiungendolo ai già presenti sms, mms e registro chiamate;
– in “auto backup settings” inserisco la spunta in “richiedi wifi”, in modo da risparmiare sul mio traffico dati;
– modifico le impostazioni del Nexus in “Wifi” -> “Avanzate” -> “Tieni attivo Wi-Fi durante sospensione”, perché già prevedo sarà una cosa lunga.

Lancio l’app e in 2 ore riesce a trasferire sulla mia posta di GMail una copia di tutte le mie conversazioni WhatsApp di questo ultimo anno e mezzo, quei comodi 13.000 post…  😀

Ora posso dormire tranquilla.  😉

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Il senso degli italiani per gli affari…

Pomeriggio di ferie e fra una passata di straccio e uno spostamento di scatoloni, butto l’occhio su Groupalia.

Mi cade l’occhio su un week end  da 1 notte per 2 persone in Toscana, in un gradevole paesino vicino Siena.
€ 49,00 per una doppia e, visto che mi avevano appena chiesto il doppio per una singola sempre in Toscana, comincia a fremermi l’indice sul mouse.

Poi il momento di lucidità e vado a controllare le recensioni su TripAdvisor.
I giudizi vanno da “incubo” a “fuga dall’orrore”.

Come in tante altre occasioni ultimamente, mi chiedo come si possa maltrattare il cliente in un periodo come questo, in cui la crisi dovrebbe far capire come è il customer care a fare la differenza.
Invece no, il solito tentativo di fregare il prossimo a prescindere da tutto e da tutti.

E intanto io sono ancora alla ricerca del mio week end di relax…