#ChiaraHomeAlone

#ChiaraHomeAlone – Dal progetto al cantiere

Il primo grande successo: casina nuova è finita e vissuta e ancora mi pare perfetta. ❤

Poco più di un anno fa aprivo il cantiere con una planimetria e le idee ancora molto confuse.
La scelta dell’architetto è stata guidata anche dal poter aver qualcuno a cui far domande, anche banali, per costruire un gusto che, almeno all’inizio, non sapevo di avere.

Dopo aver passato l’esame (Hai presente la cucina de “Il grande freddo”?), Pasquale è diventato colui che ha impedito la mia deriva verso lo stile “dittatore kazako”, dando un senso all’accozzaglia di idee che mi frullavano in testa e che, fino ad allora, affollavano solo la mia bacheca Pinterest.

PrimaeDopo

Per quanto la trovassi già adorabile così com’era, il Comune impone subito il suo veto e si profila la prima grande variazione; il cucinino, così classico delle case popolari degli anni ’50, è troppo piccino per le normative attuali e così… “Apri tutto!”.

Le prime scelte sono, quindi, vincolate; unico ambiente fra soggiorno e cucina, corridoio ridotto al minimo, bagno allungato quanto serviva, nessun riscaldamento a pavimento perché troppo pesante per la struttura.

DettagliPRIMA

Poi comincia la peregrinazione fra artigiani e magazzini e si inizia a delineare lo stile:
– nessun parquet, troppo delicato per i miei gusti, ma un gres porcellanato a effetto legno (ché se piaceva al gatto della pubblicità, sarebbe piaciuto sicuramente anche a me ^_^);
– niente scuroni, ma avvolgibili e le fighissime finestre con veneziana interna della Finstral;
– le porte bianche ed eleganti della Garofoli.

Certo che qui sembrava ancora difficile da immaginare.  🙂

CantiereFebbraio2017.jpg

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#ChiaraHomeAlone · Me · myself and I

#ChiaraHomeAlone – Quando tutto ebbe inizio

Un anno fa ho imboccato il tunnel.
Il 13 aprile firmavo il preliminare che mi avrebbe portato all’acquisto della mia “prima casa”.
Sobbillata da quanti andavano dicendo che “i tassi di interessi dei mutui mai più saranno così bassi” e “con la crisi, il costo delle case è al minimo storico”, e con un gruzzoletto racimolato in anni di vita in modalità calviniana, avevo cominciato a leggere annunci immobiliari, ma senza grande convinzione.
In fondo, mai avevo pensato seriamente, di voler comprare casa. E non qui.
Anni passati a vedere la casa come una catena troppo corta per un ipotetico salto nel buio e quella voglia di States che ancora talvolta bussa.

#einvece

Trovo la casa perfetta, quella per cui fai l’offerta subito e aspetti con ansia che Tecnocasa (che merita un capitolo a parte per quanto ha reso complicato qualcosa di semplice) ti dica che finalmente è tua.

Ecco com’era quando mi ha fatto innamorare.

ChiaraHomeAloneBEFORElogo

Secondo e ultimo piano in una casa popolare costruita negli anni ’60.
Corridoio con le stanze ai lati.
Illuminato a est, per vedere l’alba dalla camera da letto, e a ovest, per vedere il tramonto dalla cucina; esattamente come la casa in cui vivo ora, perché, in fondo, mai avrei pensato di poter svegliarmi senza vedere la luce del sole filtrare dalla finestra.
Ma su tutto… La cabina armadio.
Quello sgabuzzino senza finestre che è diventato subito il regno dei miei vestitini e delle mie tacco 12. ❤