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RECE: “Una vita in più” – Antonella Boralevi

Mi ero offerta di leggere un libro e farne la recensione, accettando il pacco a scatola chiusa.
Ammetto che quando ho visto il libro, ho capito che non sarebbe stata una cosa breve.
Ammetto anche il mio limite: leggo pochissimi autori italiani, e ancora meno contemporanei.

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Questa la trama del libro:
<<Un uomo solo vola da Roma a una clinica di New York: attraverso un’agenzia si è assicurato un figlio con l’inseminazione artificiale. Ma davanti al neonato grinzoso che gli ha partorito una madre in affitto messicana, e all’oscenità dell’atto di compravendita, Ernesto, 56 anni, professore universitario di matematica, fugge terrorizzato, e affida il bambino a Lola, una ragazza di sedici anni che fa le pulizie in ospedale, garantendole che a tutte le necessità del piccolo penserà lui. A Roma, le giornate di Ernesto sono riempite solo dalle lezioni all’università: la madre con cui ha trascorso tutta la vita è morta da poco, all’improvviso; Michele, giovane, bellissimo, il suo unico amore, lo ha lasciato. Ernesto capisce che deve tornare a New York, e portare a Roma Lola e il suo bambino… >>

Questo libro l’ho preso e mollato più volte; se non avessi avuto lo stimolo a finirlo, probabilmente l’avrei lasciato prima di concluderlo.
E già questo è il primo segnale negativo.
Gli elementi per catturare c’erano: New York, un bambino, una coppia alternativa, la fuga…
Ma non bastano e non riescono a dare quel pathos necessario ad indurre una lettura rapida.
I personaggi sono delineati male e si muovono in modi che si stenta a credere realistici.

In definitiva, per me è NO o, per dirla con Anobii, 1 stellina su 5.

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